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Categoria: Asti Contemporanea n. 16
Editore: ISRAT
Biblioteca: ISRAT
Luogo: Asti
Anno: 2017
File: atc000148.pdf

Recensione

“GIUSTIZIA DI GENERE” NEI CASI DI AUSILIARIE PROCESSATE. L’OPERATO DELLE CORTI D’ASSISE STRAORDINARIE DI TORINO E ASTI (1945-1947)

Ai giudizi derivanti dal senso comune e da una giurisprudenza che si richiama ad una “attenuazione, diminuzione o addirittura esclusione della imputabilità richiamando l’antico principio della infirmitas sexus, l’impedimento dovuto al sesso”, non sfuggono nemmeno le collaborazioniste

Le pagine che seguono si propongono di approfondire la vicenda di un gruppo di donne che, nell’aprile del 1944, si arruolò nel corpo delle ausiliarie (mettendosi cioè volontariamente al servizio della Repubblica sociale italiana) e che furono per questo processate dalle Corti d’assise straordinarie di Torino e di Asti nel periodo dal 1945 al 1947. Per quanto concerne il caso torinese, è stato preso in esame un gruppo di ventitré ausiliarie, mentre per il caso astigiano le donne analizzate sono diciotto. Va detto che non esistono dati precisi sul numero di donne effettivamente processate per la loro appartenenza al corpo delle ausiliarie, non costituendo l’arruolamento di per sé un reato, ma dovendo essere affiancato da altri crimini, quali la partecipazione a rastrellamenti, denunce contro partigiani, delazione contro ebrei. La domanda di ricerca che ci si è posti è se sia possibile parlare di una “giustizia di genere” nei casi di ausiliarie processate e se, verificata tale ipotesi, sia possibile ravvisare delle differenze o delle somiglianze tra il caso torinese e quello astigiano, nella conduzione dei processi e nella raccolta del materiale probatorio contro le imputate. [...]

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