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Categoria: Asti Contemporanea n. 1
Editore: ISRAT
Biblioteca: ISRAT
Luogo: Asti
Anno: 1993
File: ATCO000001.pdf

Recensione

LA LOTTA AL FEMMINILE
Saggio dedicato al tema:
Donna e Resistenza nell’Astigiano tra quotidianità e lotta armata.
L’influenza della famiglia nella scelta antifascista, la partecipazione attiva come esplicitazione del coraggio al femminile. La scoperta dell’impegno politico.

Quello che si propone in queste pagine è il frutto di un lavoro di ricerca sull’esperienza e il ruolo delle donne astigiane nella lotta per la Liberazione. Il progetto di studio, nuovo per l’Istituto astigiano, ha utilizzato come fonti per l’organizzazione scientifica del lavoro, le tracce di ricerche condotte sull’argomento da Anna Bravo e Luisa Passerini. Lo studio è cresciuto progressivamente nel tempo grazie agli stimoli offerti dagli studi sulla “storia delle donne” e sull’utilizzo metodologico delle “fonti orali”, entrambi aspetti intrinsecamente connessi all’oggetto della ricerca. L’indagine scientifica proseguirà in futuro: il campo da esplorare è vasto. Le indicazioni più recenti e progressiste della metodologia della ricerca storica lanciano a tutta la storia e in particolare a quella delle donne, nuove sfide.
Il coinvolgimento delle donne astigiane nella Resistenza fu ampio ma non è quantificabile in termini certi per diverse ragioni.
La prima riguarda la scarsità di documenti scritti ufficiali che testimoniano la presenza numerica delle donne nelle formazioni.
Ciò di cui disponiamo al momento attuale è un “elenco delle donne che hanno partecipato alla Lotta di Liberazione”, compilato da una commissione per l’accertamento del titolo di partigiano del Ministero dell’Assistenza post-bellica. 
L’elenco, tratto da fonti ANPI, riporta 185 nominativi.
La presenza femminile è particolarmente forte nelle formazioni Garibaldine ed in particolare nell’VIII Divisione “Asti”, che raggruppava alla fine del’44 la 45°, la 98° e la 100° brigata.
Questi dati, tuttavia non danno certamente il quadro complessivo della partecipazione femminile alla lotta per la Liberazione, che, in particolare nelle nostre campagne si realizzò con una grande ricchezza di attività, ruoli e atteggiamenti.
Su questo aspetto (ed è qui la seconda difficoltà), nulla ci dicono i documenti scritti e perciò l’unica strada percorribile è quella della raccolta delle fonti orali, con tutti i limiti e i problemi che l’adozione di questo strumento metodologico comporta. [...]

ISRAT