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Categoria: Asti Contemporanea n. 4
Editore: ISRAT
Biblioteca: ISRAT
Luogo: Asti
Anno: 1996
File: ATCO000024.pdf

Recensione

Considerazioni sulla politica agraria del post - fascismo.

La difesa della proprietà contadina nella memoria di un protagonista con particolare riferimento all'area piemontese. Sul tema della "TRASFORMAZIONE DELLA SOCIETÀ CONTADINA" è difficile pensare che l'economista - da solo - possa dare risposte esaustive e perfette. Mi viene, infatti, da rievocare l'osservazione del Baldini nei suoi "Cento anni di storia agraria italiana", quando affermava che " ….se riandiamo col pensiero al passato vediamo come gli economisti agrari abbiano troppo ignorato le basi sociali e storiche dei problemi che consideravano". E mi viene anche da ricordare Gaetano Arfè, in un dibattito all'Istituto "Cervi", quando sottolineava il ruolo - come elemento nuovo - dell'importanza che nella vita storica delle classi svolgono le culture, le ideologie, le fedi religiose e politiche, concludendo che " ….si può saper tutto sulle vicende del movimento contadino…, sulle sue condizioni economiche, sulle sue strutture organizzative, sulle sue istituzioni, e non capire perché esso ha avuto parte di protagonista nella Resistenza…."( 1). E' perciò compito non facile, quello di cogliere nel complesso quella "trasformazione", quando e dove c'è stata. E diventa comunque inevitabile cogliere in tal senso non solo gli aspetti oggettivi, ma anche quelli soggettivi, per cercare di capire ciò che è cambiato, perché è cambiato e col contributo di chi è cambiato. La trasformazione della società contadina, intesa non solo come un fatto puramente statistico o di folclore, è infatti un processo che ha coinvolto milioni di produttori e di consumatori, che ha impegnato e appassionato studiosi e rivoluzionari, economisti e scrittori. [...]

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