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Archivio Video
Film
Mia generazione, la
Wilma Labate
Sicilia, 1983. Da un carcere speciale Braccio, terrorista rosso che ha già scontato quattro anni di una pesante condanna, parte su un furgone scortato verso il nord. Scopo ufficiale: fargli passare un mese nel carcere di San Vittore a Milano dove ha la fidanzata. Scopo reale: indurlo a collaborare, a fare nomi. Il lavoro di persuasione è affidato a un capitano dei carabinieri dell'antiterrorismo, ma Braccio, che riconosce la sconfitta politica, tiene alla propria dignità. Qualche inverosimiglianza, nascosta o palese, e una digressione sforzata non incrinano la compattezza e la dolente intensità di un film in cui, alla sua seconda prova, W. Labate coniuga la sottigliezza psicologica e la cura dei particolari con la lezione del migliore cinema americano, anche nella direzione degli attori.
data_ora
23-09-2020 17:57:46