Un vecchio violino da bambino entra prepotente nella quotidianità di una donna costringendola ad una ricerca difficile e tormentata.
La richiesta perentoria è semplice: costruire una storia per dare memoria e quindi “esistenza”.
Nomi, storie, fatti si accavallano insieme ai tempi ed ai soggetti narrativi che si alternano e confondono sul tema dell’oblio.
Senza nome e senza memoria si è condannati al buio della dimenticanza, ma anche alla perdita della propria storia e delle proprie radici. Privati della loro forza il futuro dell’incontro con l’altro sono destinati al fallimento.